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Perché è importante arieggiare gli ambienti

Pubblicato il 14 luglio 2019 alle 00.30

Arieggiare agli ambienti è l'unico modo per rinnovare il microclima e combattere l'inquinamento indoor.

 

!Il microclima interno, è influenzato e dai ricambi d’aria (fondamentali per ridurre le percentuali di CO2 e di umidità relativa), ma incidono sul consumo energetico della casa. È necessario quindi rinnovare l’aria, facendo arieggiare gli ambienti, senza disperdere energia. Vediamo come si può.

Garantire il ricambio controllato dell’aria interna. I sistemi per arieggiare sono principalmente TRE

per effetto naturale, attraverso l’apertura delle finestre.

con scambi d’aria che avvengono mediante moti naturali (effetto camino).

attraverso la ventilazione artificiale (ventilazione meccanica controllata ).


1. Aprire le finestre, fare “corrente” (semplice da attuare) Per assicurarsi la presenza d’aria fresca negli ambienti interni basta arieggiare i locali: un ricambio, permette infatti di evacuare l’aria viziata, ricca di vapore e di anidride carbonica, cercando di non disperdere, nello stesso tempo, notevoli quantitativi di calore. Lo scambio d’aria tra interno ed esterno e i fenomeni ad esso correlati, quali il trasporto di calore, di umidità e di sostanze inquinanti, rappresentano un fenomeno complesso, nel quale entrano in gioco le forze motrici: pressione del vento e differenze di temperatura, permeabilità all’aria, comportamento dei materiali da costruzione, ovvero la loro traspirabilità, e dell’utente.


Ma calandoci nella quotidianità, interessa sapere che per rinnovare l’aria con efficacia nelle stanze e senza disperdere calore (o fresco quando è estate) è sufficiente arieggiaretenendo aperte tutte le finestre per 3/4 minuti, in modo che nella casa si crei “corrente d’aria”, preferibilmente nelle ore in cui l’impianto di riscaldamento (o raffrescamento) non è in funzione, per esempio al mattino presto. Questo metodo equivale all’incirca all’apertura parziale delle finestre per tre ore consecutive (e le dispersioni sarebbe davvero molto onerose). Arieggiare creando corrente, invece, permette di sfruttare i moti convettivi dell’aria: quando due masse d’aria hanno temperature differenti, anche le loro densità e pressioni sono diverse e questo dà origine a un movimento dell’aria dalla zona a più alta densità, ovvero la più fredda, verso quella a densità più bassa, la più calda.

Esistono serramenti evoluti” che permettono di arieggiare: integrano già un sistema per la ventilazione costante e non richiedono l’installazione di un impianto o altro.

Ve ne sono di diversi tipi, secondo la tecnologia utilizzata e il produttore.

Arieggiare con facilità. Esiste una vetrocamera con tripla lastra che prevede un elemento schermante nell’intercapedine esterna e la possibilità di ventilare meccanicamente la camera interna tramite una ventola tangenziale. Inseribile in telai tradizionali senza apportarvi alcuna modifica,

• con la ventola motorizzata (gestita da sensori) l’aria interna viene prelevata dalla parte inferiore e immessa nella camera ventilata (fra vetro e tenda); qui sospinge quella riscaldata dall’irraggiamento solare che, alla sua massima temperatura, viene espulsa dalla ventola. In estate l’aria sarà espulsa direttamente all’esterno dell’edificio, in inverno verrà reimmessa nell’ambiente, e così si risparmia sull’utilizzo della climatizzazione.

• In caso di mancanza di irraggiamento solare il sistema si arresta, ma può essere riattivato come ricambio aria.

2. Arieggiare grazie all’effetto camino (dipende dalla struttura della casa)

Il camino presta il nome a un fenomeno noto nell’architettura bioclimatica come “effetto camino”, connesso alla ventilazione naturale di un edificio e alla possibilità di arieggiaregli ambienti. Alcune parti di esso (il vano scala, la canna fumaria, i lucernari in copertura) si prestano a essere progettate e realizzate in modo tale da assimilare il proprio comportamento a grandi camini.

Innescano cioè moti convettivi e ascensionali dell’aria, dovuti alle differenze di temperatura e pressione che si riscontrano ad altezze differenti: l’aria riscaldata si dilata proporzionalmente all’incremento della temperatura, con conseguente diminuzione del peso specifico e aumento della sua tendenza a orientarsi verso l’alto (salire).

In alcuni casi, se la struttura della casa lo permette, si possono ricreare queste condizioni anche con una ristrutturazione.


3. Metodo meccanico per arieggiare (con un impianto che si può aggiungere)

In tema di risparmio energetico sono stati sviluppati sistemi di ventilazione meccanica controllata che permettono di arieggiare senza aprire le finestre: estraggono l’aria esausta dagli ambienti, ne recuperano il calore e lo cedono all’aria di rinnovo prelevata dall’esterno e immessa indoor.

Tali sistemi sono oggi indispensabili negli edifici e nelle unità immobiliari appartenenti alle classi più performanti della classificazione energetica. Nelle costruzioni di nuova generazione, con l’involucro superprotetto, è spesso grazie a questi sistemi che viene garantito il rinnovo d’aria richiesto dalla legge. Un metodo diverso per arieggiare.

Grazie al recupero del calore dell’aria dismessa, si riduce il dispendio energetico (ed economico) necessario a ripristinare le condizioni di comfort dell’aria di rinnovo. La ventilazione meccanica controllata si pone come una valida soluzione non soltanto dal punto di vista energetico, ma anche per la concentrazione di inquinanti nell’aria, poiché fornisce in modo costante aria pulita ai locali, diluendo e rimuovendo gli inquinanti, creando le condizioni per un ambiente sano e confortevole.

Integrato con la struttura edilizia – esistente o di nuova costruzione – forma un unico sistema edificio-impianto, quasi del tutto invisibile all’occhio, ma estremamente flessibile alle condizioni degli ambienti e alle attività che vi si svolgono.






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